Prova densità in situ

La prova densità in situ permette di misurare direttamente sul posto il peso di volume e il contenuto d’acqua dei terreni superficiali. La sua applicazione è rivolta in particolare al controllo delle costruzioni in terra (rilevati stradali, dighe, argini, ecc.), per verificare che il grado di addensamento sia stato realizzato secondo le indicazioni di progetto desunte dalle prove di compattazione effettuate in laboratorio.

Prova densità in situ

La prova densità in situ prevede il prelievo di una quantità nota di materiale, appartenente alla struttura in terra da analizzare, mediante l’esecuzione di un foro di forma il più regolare possibile.

Determinando il volume del foro. La densità in condizioni di umidità naturale viene calcolata attraverso dal rapporto tra il peso del terreno prelevato e il volume del foro, determinando successivamente il contenuto d’acqua mediante essiccazione del terreno prelevato, si ottiene la densità secca.

Il metodo volumometro a sabbia consiste nel riempire di sabbia il foro di prova secondo la Norma ASTM D 1556-82; nota la quantità di sabbia introdotta ed il suo peso di volume, si risale al volume del foro.

Il riempimento del foro di prova viene effettuato mediante sabbia calibrata, pressoché monogranulare, la cui densità viene determinata utilizzando un cilindro di volume noto, all’incirca pari a quello del foro di prova (cilindro di taratura).

Poiché le attrezzature e le modalità esecutive adottate per riempire il cilindro di taratura e il foro di prova sono le stesse, è ragionevole assumere che la sabbia si depositi in entrambi i casi con la stessa densità.

Si verifica infatti sperimentalmente che si ottengono risultati attendibili se la sabbia di prova si presenta monogranulare, così da evitare fenomeni di segregazione durante la deposizione, che potrebbero provocare addensamenti disuniformi e quindi non ripetitivi.

L’operazione più importante, per quanto riguarda l’affidabilità dei risultati, è rappresentata dalla preparazione del foro, la cui forma e dimensioni dovrebbero avvicinarsi il più possibile a quelle del cilindro di taratura.

Nel caso di terreni coesivi l’esecuzione della prova si presenta più facile ed affidabile, sia per le dimensioni ridotte che per la maggior regolarità del foro.

All’aumentare del diametro delle particelle diminuisce infatti il grado di coesione, con possibilità di franamento delle pareti del foro e di scavernamenti, che rendono problematica la realizzazione di forme cilindriche.

In linea generale per i terreni grossolani conviene eseguire fori di dimensioni maggiori al fine di ridurre i margini di errore.

Le dimensioni indicate dalle Norme ASTM rappresentano i limiti inferiori. Sono pertanto consentiti apparecchi di dimensioni maggiori, che mantengano sostanzialmente inalterati i rapporti geometrici.

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